Itinerario inedito e leggende dei Monti Rognosi ad Arezzo

panorama di Barbolana ad Anghiari, Arezzo

Il territorio di Anghiari, in provincia di Arezzo, è il luogo ideale dove sperimentare itinerari insoliti immersi in un paesaggio ancora intatto, tra profumi intensi di bosco e freschi ruscelli. Oggi vi proponiamo il sentiero della leggenda dell’Omo Morto

Secondo la tradizione il viaggiatore che attraversa questo crocevia sarebbe esposto agli spiriti malvagi perché sembra che nel corso della storia qui si siano consumati omicidi e agguati.
Fu così che nacque un rito di esorcismo particolare per assicurarsi la benevolenza delle anime degli uccisi, che consisteva nel gettare sassi in un punto ben preciso come gesto di sepoltura. Se volete sentirvi parte della leggenda dovete ripetere l’antico gesto! Ecco come arrivare a Omo Morto:

L’itinerario parte dalla Locanda del Viandante sita in località Cerreto (mt 639) prendendo a destra la strada provinciale SP 57 che porta verso Caprese Michelangelo (sentiero CAI n. 2). All’incrocio sotto Selva Perugina (mt 610) si svolta a destra seguendo la carrozzabile per Papiano (sentiero CAI n.104).
Dopo pochi metri il paesaggio si apre e permette di godere di un’ottima vista sul Lago di Montedoglio e sulle colline circostanti. In località La Marca (quota 580mt) imbocchiamo a destra il brecciato che ci conduce verso i Monti Rognosi (mt 610) e Col di Paiolo (mt 505) a cui si giunge attraverso un bel rimboschimento di conifere ad alto fusto. Qui è possibile usufruire di un’area attrezzata per il pic-nic.
Proseguendo nel nostro cammino giungiamo alla località Omo Morto.

Un paio di chilometri di confortevole tracciato portano al Carmine (mt 478), un convento di origine cinquecentesca ove la Madonna apparve ad una pastora. 

Da qui si imbocca il sentiero CAI 104B che ricalca per un breve tratto la SP 45 fino all’incrocio con la strada comunale che viene da Tavernelle. La si segue fin sotto lo sbarramento del torrente Sovara e a destra si prende la strada forestale che risale il M. Croce fino all’incrocio con i sentieri natura della Riserva. Qui abbiamo due possibilità: proseguire a destra per il sentiero CAI 104B oppure prendere a sinistra il sentiero natura B. Vi consigliamo la seconda ipotesi che costituisce una variante al sentiero CAI e poi vi si ricollega dando anche la possibilità eventualmente di fare un percorso ad anello.

Qui troverete una sere di pannelli illustrativi e di targhette installate allo scopo di favorire la conoscenza della tipica vegetazione delle ofioliti: il vero tesoro dei Monti Rognosi!
La loro vegetazione spontanea è stata selezionata proprio dal tipo di rocce che dominano l’area, le “ofioliti” a causa del colore verde predominante che le accomuna alla pelle dei serpenti. Le ofioliti sono ricche di metalli pesanti tossici, contengono basse concentrazioni di nutrienti minerali ed un eccesso di magnesio rispetto al calcio: presentano poi uno scarso o nullo spessore del suolo e sono fortemente esposte all’azione degli agenti climatici.
Per questi motivi sulle ofioliti non poteva insediarsi la copertura boschiva delle aree circostanti bensì una vegetazione estremamente particolare dominata da specie erbacee uniche nel loro genere che compongono la tipica flora “serpentinicola”e interessanti graminacee.

Attraversata questa particolarissima area che costituisce il cuore della Riserva Naturale girando a sinistra si riprende il sentiero CAI 104B che prosegue fino al Conventino (mt 404).

Il Conventino è stato edificato in un’area strategica per gli etruschi, proprio in corrispondenza di un’antica miniera dove si estraeva il rame.
La data di fondazione del Conventino è ancora incerta; di sicuro è un luogo antico di culto. Il priore agostiniano, Aurelio Fabbroni, che arrivò al Conventino nel 1692, lo descrisse come “uno dei più antichi del nostro ordine, esistente da quando i nostri monaci conducono vita eremitica nel deserto”.
A Ponte alla Piera si raccontano molte storie a proposito del Conventino; la più famosa è la leggenda del monaco fantasma senza testa che sarebbe apparso in ginocchio davanti alla chiesa, un giorno di Ferragosto. C’è anche la credenza che in questo giorno vi sia uno scontro fra forze benigne e il potere del diavolo e, se scoppia un temporale al Conventino, allora significa che il male è stato sconfitto.

A questo punto si prosegue il sentiero, si attraversa la passerella sul Sovara fino ad incontrare la SP 45. Il sentiero percorre per alcuni metri a destra quest’ultima fino al primo ponte, prima di superarlo si gira a sinistra e si attraversa il fosso sul vecchio ponte, si prosegue costeggiando la strada fin sopra il Ponte delle Fate.
In questo punto il sentiero svolta decisamente a sinistra in salita e dopo breve si torna al sentiero 104 in località Omo Morto. A questo punto per il ritorno si percorrerà il medesimo sentiero dell’andata.

Quote:
Locanda del Viandante – Cerreto 639 mt
Innesto sent. 2 610 mt
La Marca 580 mt
Monti Rognosi 610 mt
Col di Paiolo 505 mt
Carmine 478 mt
Conventino 404 mt
Lunghezza: 19 km ca
Tempo di percorrenza: 6 h

Contatti:
LOCANDA DEL VIANDANTE – Loc. Cerreto – Ponte alla Piera: 0575 723016
E-mail: locandadelviandante@anghiari.it

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